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Scarpino chiude nel 2030: Pericu alza il pressing sul “fine ciclo” e sull’autonomia dei rifiuti a Genova

Spera (Amiu) lega la partita degli impianti a un salto nella raccolta differenziata e annuncia una campagna “molto forte” da febbraio, con l’idea di un nuovo patto con la città

Genova deve correre, perché il conto alla rovescia è già iniziato: la discarica di Scarpino arriverà alla chiusura definitiva nel 2030 e, secondo l’assessora comunale all’Ambiente Silvia Pericu, questo impone di lavorare subito per rendere il territorio più autonomo nella gestione degli scarti e nella fase finale del ciclo dei rifiuti.

Intervenendo al convegno “Genova Circolare” alla Fondazione Carige, Pericu ha descritto la chiusura del ciclo come una priorità assoluta e ha inquadrato il tema come una sfida impiantistica complessa, rimasta per anni senza una soluzione stabile. In questo contesto si inserisce anche la richiesta di proroga di 180 giorni avanzata da Azienda Multiservizi e di Igiene Urbana (Amiu) sulla gara collegata al termovalorizzatore annunciato da Iren, tempo che – nella lettura dell’assessora – deve servire a definire finalmente una scelta definitiva e non rinviabile.

Sul tavolo, ha spiegato, restano quattro scenari: non solo l’ipotesi del termovalorizzatore, ma anche soluzioni intermedie o miste, con l’obiettivo di garantire un servizio efficiente e arrivare con chiarezza anche alla tariffa puntuale, attesa tra 2028 e 2029. Pericu ha indicato come decisivo il coordinamento con il piano regionale di gestione dei rifiuti, così da definire dimensione e tipologia degli impianti necessari.

Spera: “fine ciclo” e differenziata sono inseparabili

Sulla stessa linea, ma con un accento pratico, il direttore generale di Amiu Roberto Spera ha sostenuto che il “fine ciclo” dipende direttamente da quanta raccolta differenziata la città riesce a fare: più aumenta, più cambia (e si ridimensiona) il residuo non riciclabile e quindi cambia anche la taglia degli impianti necessari.

Quanto al termovalorizzatore, Spera ha ricordato che in Italia il percorso arriva con ritardo rispetto ad altri Paesi europei e che, proprio per questo, la scelta va accompagnata da uno studio tecnico approfondito capace di individuare tecnologie adatte ai prossimi vent’anni. Ha aggiunto che il nuovo consiglio di amministrazione di Amiu userà il periodo di proroga per valutazioni tecniche e ha ribadito la necessità di costruire un nuovo patto sociale con i cittadini sui comportamenti di raccolta.

Nello stesso contesto, Spera ha anche collegato la differenziata a un tema di legalità, sottolineando l’importanza della tracciabilità dei rifiuti e annunciando per febbraio il lancio di una campagna di comunicazione molto incisiva, realizzata con il Consorzio Nazionale Imballaggi e il Comune di Genova, organizzata municipio per municipio e con un forte coinvolgimento delle nuove generazioni.

Il convegno “Genova Circolare

Le quattro R: da rifiuto a risorsa” si è svolto la mattina del 15 gennaio 2026 nella sede della Fondazione Carige, a Palazzo Doria Carcassi. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Fondazione Carige, Azienda Multiservizi e di Igiene Urbana (Amiu) e Comune di Genova, con l’obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, operatori e realtà del territorio per fare il punto su come trasformare la gestione dei rifiuti in un modello concreto di economia circolare.

Il filo conduttore dell’incontro è stato quello delle quattro R – riduzione, riuso, riciclo e recupero – affrontate attraverso una sequenza di interventi istituzionali e tecnici. Dopo i saluti iniziali del presidente di Fondazione Carige Lorenzo Cuocolo e dell’assessora comunale all’Ambiente Silvia Pericu, la mattinata è entrata nel vivo con contributi dedicati sia ai comportamenti quotidiani sia alle filiere industriali: si è parlato di riduzione dei rifiuti e riuso, ma anche del funzionamento della raccolta differenziata e del riciclo degli imballaggi, con approfondimenti sulle diverse catene di materiali come plastica, carta e cartone, vetro e acciaio, oltre al tema del compostaggio.

Un elemento evidenziato più volte è stato il ruolo della sensibilizzazione: l’educazione ambientale è stata presentata come una leva strategica per rendere stabile il cambiamento e, in questa cornice, è stata sottolineata la partecipazione dei giovani. In particolare, è stato ricordato che ragazze e ragazzi della Commissione Giovani di Fondazione Carige saranno coinvolti in un percorso che li porterà a diventare “ambasciatori del riciclo” nelle scuole genovesi, con l’idea di far crescere la cultura della sostenibilità “tra pari”.

Le conclusioni sono state affidate al direttore generale di Amiu Roberto Spera, che ha riportato il discorso anche su obiettivi misurabili e prospettive operative: l’intero impianto del “fine ciclo” è stato collegato alla capacità della città di alzare le percentuali di raccolta differenziata, perché da lì dipende quanto residuo rimane e, di conseguenza, come dimensionare le soluzioni tecnologiche. In sostanza, il convegno ha messo insieme visione e pratiche, sostenendo che la transizione circolare a Genova passa tanto dalle scelte organizzative e impiantistiche quanto dalla partecipazione dei cittadini, soprattutto delle nuove generazioni.


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